

Tarli musicali: cosa sono?

Se vi è captato almeno una volta nella vita di avere un motivetto o una canzone in testa, senza riuscire a mandarlo via, allora sapete cosa sono i tarli musicali.
Secondo uno studio pubblicato su Plos One, il tarlo musicale è un fenomeno che colpisce 9 persone su 10 almeno una volta alla settimana. Esso consiste proprio nell’ascoltare ripetutamente un suono o un motivetto nella propria testa senza che nessuna fonte esterna lo riproduca.
Questa definizione può richiamare alla mente un altro tipo di suono che si avverte senza che ci sia qualcosa che effettivamente lo riproduca: l’acufene. Eppure queste due esperienze sonore, sebbene entrambe fastidiose, hanno origini diverse. L’acufene è una problematica che nasce nelle orecchie, mentre il tarlo musicale riguarda il cervello.
Il termine tarlo musicale, in inglese earworm, rende benissimo l’idea di un qualcosa che si insinua nel cervello proprio come un parassita e lo infetta riproponendo continuamente la stessa melodia. Ma perché si verifica? A cosa serve?
1I tarli musicali non riguardano l’udito ma il cervello
L’ipotesi più interessante è quella secondo cui i tarli musicali servirebbero a fissare la memoria. Il dottor Bennet dell’Università di Harvard ritiene infatti che la musica aiuti a fissare esperienze e avvenimenti a cui è legata. Si parla di una sorta di memoria audio eidetica.
Ed ecco perché i tarli musicali riguardano per lo più canzoni legate alla cultura di massa, a film e videogiochi che hanno rappresentato momenti importanti della nostra vita o sono legati a particolari episodi. Il marketing, soprattutto nei decenni passati, con il boom dei centri commerciali e dello shopping compulsivo, ha sfruttato questo fenomeno per realizzare jingle e spot pubblicitari in grado di rimanere bloccati nella testa dei potenziali clienti e condizionarli così nell’acquisto di determinati prodotti.
Strategie di vendita a parte, nella maggior parte dei casi i tarli musicali non sono fastidiosi, al contrario dell’acufene, anzi, possono essere un piacevole sottofondo. Un caso estremo, ma rarissimo, è quello di un giovane ventunenne che per 5 anni ha avuto in testa la colonna sonora di un film, mandata in loop decine di volte al giorno, e non è riuscito a liberarsene nemmeno dopo essere ricorso a farmaci prescritti dagli psichiatri del Central Institute di Kanke.
Anche senza arrivare a casi gravi come questo, si può desiderare di mandarle via il tarlo. È possibile far scomparire il tari musicali? Sì e no.
Secondo la professoressa Diana Deutsch dell’Università della California, “basta” trovare il motivo per cui il cervello ha deciso di riprodurre proprio in quel momento quel particolare motivetto. Fatto questo, il tarlo musicale sparirà da solo. Più facile a dirsi che a farsi.
"