

Neuropatia uditiva: cause e sintomi

1Cos'è la neuropatia uditiva?
La neuropatia uditiva è una perdita dell’udito dovuta a un malfunzionamento del sistema nervoso periferico. Nello specifico, è una patologia uditiva riconducibile ad una disfunzione della porzione uditiva dell’ottavo nervo, situato tra il tronco cerebrale e l’orecchio interno.
Più che una tipologia vera e propria di ipoacusia, la neuropatia uditiva rappresenta un disturbo uditivo che si manifesta nell'errata comprensione di suoni e voci. In questi casi, infatti, non è tanto compromessa la capacità di ascolto: ciò che risulta alterato è il processo di significazione del suono.
Non a caso, gli esami audiometrici effettuati da chi convive con questa condizione possono restituire risultati buoni, in linea con gli esiti dei normo udenti.
2Neuropatia uditiva: cause principali
L'origine certa della neuropatia uditiva è tutt'oggi sconosciuta. Talvolta deriva da una specifica predisposizione genetica, altre volte da lesioni al sistema nervoso da malformazioni o danni alla coclea. In linea generale, gli addetti ai lavori concordano nel rilevare alcune situazioni che possono determinarne l'insorgenza, tra cui:
- danni alle cellule ciliate interne, ovvero delle cellule che convertono il suono in impulsi elettrici prima di trasmetterli al nervo acustico;
- lesioni del nervo acustico;
- alterata connessione tra cellule ciliate e nervo acustico.
3Sintomi della neuropatia uditiva
I soggetti affetti da neuropatia uditiva percepiscono il parlato come se fosse farfugliato. Pur riuscendo a cogliere la giusta intensità del suono, non riescono a comprendere bene il significato di quanto gli viene riferito. A volte, questa condizione può essere anche associata a perdita uditiva, ma non è sempre così.
Questa condizione colpisce persone di ogni età, anche i più piccoli. Tra le ipotesi avanzate dagli esperti per quanto riguarda l'insorgenza di questo disturbo uditivo tra i più piccoli, si presume che l’assunzione di specifici farmaci durante il periodo di gestazione possa rappresentare un fattore di rischio per l'integrità delle cellule ciliate del feto.